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Province, Monti è nel giusto Ma la Lega non lo capisce
2 Gennaio 2012
Questa la mia lettera sul tema “cancellazione province” pubblicata oggi sul Giornale di Vicenza a pagina 38.
“Seguo con vivo interesse gli sviluppi della previsione di cancellazione delle province contenuta nella manovra del Governo Monti. E quello che mi ha sinceramente sorpreso è stata la posizione assunta dalla Lega, in difesa della politica intesa come lottizzazione del potere, piuttosto che in nome dell´indipendenza del territorio e del suo governo.
L´Italia soffre di un endemico eccesso di politica rispetto alle istituzioni, che non ha risparmiato le Province.
Riprendendo quanto già scritto da Sabino Cassese e rilanciato da Giancarlo Corò sulle pagine di questo giornale, all´Italia servirebbe più Stato e meno politica. Rivolgo questa riflessione agli amici leghisti, per ricordare loro che un sano federalismo nasce da una forte percezione dello Stato inteso come amministrazione centrale e non come la pastoia dove si costruiscono gli accordi per una gestione approssimativa del territorio a distanza.
Si lamenta l´invadenza dello stato, il “troppo Stato”, quando forse è vero il contrario. Abbiamo avuto troppa politica, partitismo, lottizzazioni, corporativismo e poco Stato. La macchina pubblica è fragile e pesante; potremmo descriverla come un anziano sovrappeso che fatica a camminare.
Personalmente ritengo che la proposta di Monti, superficialmente definita “cancellazione delle Province”, sia monca, ma tracci un solco nella giusta direzione.
Il sistema di norme che ci regola è una selva che non possiamo sbrigliare con un colpo di spazzola. Si è scelto così di cancellare i soli organi elettivi conservando o rimodulando funzioni e competenze che saranno riassegnate dalle Regioni.
Non è il risparmio che questa misura genera sul bilancio dello Stato a farmi dire che la direzione intrapresa è quella giusta. Caso mai sono le ricadute che questa manovra “di modesto impatto economico” potrebbe avere sull’organizzazione complessiva degli enti locali. La gestione di enti e servizi da parte dei comuni ha moltiplicato all´infinito i livelli decisionali e allungato i tempi delle decisioni. Si impone quindi un ripensamento nella gestione della galassia di servizi integrati da parte dei Comuni.
La direzione è tracciata: ma sono numerose le questioni che potrebbero trovare soluzione insieme alla sparizione delle Province così come le conosciamo.
Un esempio su tutti è la questione IPT, l’imposta provinciale di trascrizione sugli autoveicoli, la cui aliquota è stata recentemente aumentata per effetto delle manovre estive di correzione del bilancio.
La situazione economica appare interessante affinché quest’imposta, oggi pagata alla Provincia, possa essere direttamente versata ai comuni. Questi, rimettendo i proventi dell’imposta a Vi.Abilità (che dovrebbe essere ceduta ai comuni), potrebbero far gestire direttamente la manutenzione delle strade ad una società di cui sono proprietari, così come accade con Acque Vicentine con il servizio idrico, in modo più marcatamente autonomo e meno politicizzato. Si tratta di cifra considerevoli, stimate, per il 2011 che si sta chiudendo in 16,5 milioni di euro, con una previsione al rialzo per l’anno prossimo, in cui l´importo potrebbe aggirarsi tra i 20 e i 22 milioni.
Si costituirebbe così un vantaggio amministrativo, un criterio d´imposta più marcatamente e genuinamente federalista che fino ad oggi si è poco perseguito, con il quale generare evidenti risparmi burocratici nella lenta macchina dei trasferimenti e delle assegnazioni dei fondi”.
Matteo Quero
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