Matteo Quero

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“NELLA MANOVRA C’E’ MOLTO DI BUONO” – Lettera al Giornale di Vicenza

7 Dicembre 2011

Questo è il mio commento alla manovra “salva Italia” messa in campo dal governo di Mario Monti, pubblicato oggi come lettera sul Giornale di Vicenza

Non c’è tutto, ma c’è molto di buono in questa manovra. Non saprei dire se sarà davvero un decreto “salva Italia”, ma ci sono alcune misure che erano davvero improrogabili per il mondo della piccola e media impresa. Sono misure che quasi certamente aiuteranno a rimettere in moto quel motore ingolfato che è il sistema del NordEst.

Il governo Monti ha messo in campo 3 misure che segnano un cambio di passo rispetto ai governi precedenti, allentando la morsa nei confronti delle imprese e rivelando così un’attenzione particolare al rapporto tra impresa e lavoro.

In primo luogo vi è la defiscalizzazione degli utili che restano in azienda e dei versamenti di denaro nel capitale aziendale, inseriti in un capitolo evocativo fin dal nome, “ACE, aiuti alla crescita economica”. Si interviene in questo modo a favorire le aziende che si finanziano con capitale proprio, per consolidare il capitale aziendale, rispetto a chi si finanzia attraverso il debito. In secondo luogo troviamo la possibilità concessa alle imprese di dedurre dall’Ires e dall’Irpef la quota di Irap «relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato». Qualcuno obietterà che bisognava abolire l’Irap per intero, ma la deducibilità dal reddito imponibile è un atto realistico di equità nei confronti di chi produce e da lavoro. Infine, con il rafforzamento del Fondo di garanzia per assicurare 20 miliardi di credito alle piccole e medie imprese, il Governo ha scelto di garantire alle aziende quell’accesso al credito che la crisi sta seriamente mettendo a rischio.

Resta in sospeso una questione cruciale nel rapporto di equità fiscale, da sempre equilibrio precario nel nostro paese, come il recepimento della direttiva UE sulla certezza dei tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Ma voglio pensare che si tratti solamente di una dilazione nel tempo, d’altro canto le misure contenute in questa manovra possono essere lette come il tentativo di creare l’humus su cui coltivare futuri interventi. Monti ha segnato la strada.

Ci sono azioni nella manovra che agevolano l’emersione del cosiddetto “nero” incidendo su comportamenti sbagliati eppure radicati nel sistema italiano. Il divieto di pagamenti in contanti per importi superiori a 1000 euro, l’obbligo di comunicazione delle movimentazioni finanziarie dei soggetti d’impresa da parte degli operatori finanziari, l’introduzione di un regime di premialità per i titolari di partita IVA, e ancora la detassazione degli utili già citata in termini di ripresa economica.

Per troppi anni si sono fatte false fatturazioni allo scopo di abbassare l’utile aziendale e ridurre così la tassazione.  Di fronte ad un problema antico e ben radicato, il Governo ha scelto un approccio realistico, fondato sulla logica del rigore e dei disincentivi, che traccia una rotta nuova verso un mare più europeo in cui far navigare il nostro sistema sociale e imprenditoriale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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