Matteo Quero

DANNI ALLUVIONE – QUERO: “METTIAMO LA PAROLA FINE SUL BRUTTO EPISODIO DI SANT’AGOSTINO”

25 Gennaio 2012

Il consigliere provinciale del PD presenta un’interrogazione in Provincia  per conoscere lo stato di avanzamento dei lavori per il bacino di laminazione sulla roggia Dioma, che avrebbe lo scopo di mettere in sicurezza l’area Ovest della città di Vicenza in caso di alluvione.

“Quel che è successo a Sant’Agostino durante l’alluvione del 2010 non deve ripetersi. C’è qualcosa che non è ancora del tutto chiaro, almeno adesso si garantisca la sicurezza per il futuro. La situazione idraulica lungo il rio Cordano tra la località Gogna e Sant’Agostino è alquanto complessa, ma la cronaca dei fatti che vanno dal 2 al 4 novembre 2010 no è così chiara. Lo stesso Sindaco di Arcugnano ha denunciato di non avere compreso ancora le ragioni della mancata notifica dello stato di allerta alle porte del Comune, i danni successivi sono invece ancora chiaramente impressi negli occhi di tutti. Ora è tempo di fare chiarezza guardando al futuro. Il Comune di Vicenza ha speso una cifra consistente per interventi di messa in sicurezza degli argini dei fiumi, ma la sicurezza futura di Vicenza e delle località vicine passa solo attraverso i bacini di laminazione, come quello in località Biron lungo la roggia Dioma. La Provincia faccia un ultimo sforzo e ci dica a che punto sono i lavori per la messa in sicurezza di Sant’Agostino”.

QUI COPIA DELL’INTERROGAZIONE PROTOCOLLATA IN PROVINCIA

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INTERROGAZIONE SUI CANTIERI DELLA “VALDASTICO SUD”

9 Gennaio 2012

Questo il mio commento e relativa interrogazione rivolta al Presidente Schneck in fatto di sicurezza nei cantieri della Valdastico Sud gestiti da Serenissima SPA

 

“Non vorrei dirlo, ma me lo aspettavo. Fino a ieri la Provincia rispondeva che tutto filava liscio come l’olio nei cantieri della Valdastico Sud. È passato un anno  dalle mie prime richieste di chiarimento sullo stato di avanzamento lavori . Il Presidente Schneck nella sua duplice veste di Presidente di Provincia e dell’Autostrada Serenissima si è prodigato in mille rassicurazioni. Visto quanto emerge dall’inchiesta condotta da un noto settimanale nazionale  la mia interrogazione altro non è che un appello affinché la Giunta e il Presidente Schneck chiariscano la loro posizione davanti al consiglio. Oltre rimane solo la parola della legge e dei tribunali”.

 QUI  il testo dell’interrogazione depositata in Provincia il 5 gennaio

 

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Né con Grillo né con Equitalia

4 Gennaio 2012

Questi i miei commenti apparsi sulla stampa locale relativi alle vicende che hanno coinvolto Equitalia e alle risposte di alcuni attori politici come Beppe Grillo.

Dal Giornale di Vicenza del 4 gennaio 2012

LA POLEMICA. Quero, consigliere provinciale del Pd, dopo il commento del comico genovese

«Né con Grillo né con Equitalia»

«Si sbaglia tiro, all´origine c´è un rapporto distorto tra cittadino e Stato siamo fermi all´Ottocento»

«Né con Grillo, né con Equitalia. Parlando di comprensione e di rispetto delle istituzioni non risolviamo il problema e si rischia di arrivare all´esasperazione sociale. La soluzione sta nella revisione di un sistema pieno di falle». Matteo Quero, consigliere provinciale del Pd, commenta così la vicenda che vede Equitalia vittima di minacce e attentati e le recenti dichiarazioni di Beppe Grillo sul tema. «Si sta sbagliando il tiro – commenta Quero – il problema ha radici assai più antiche e non è spartendo colpe e responsabilità che si risolverà il problema. All´origine c´è un rapporto sbagliato tra cittadino e Stato. Per quanto riguarda il fisco – sottolinea Quero – siamo rimasti fermi ad un sistema ottocentesco, di stampo borbonico, che non ha aiutato la trasformazione della società in chiave moderna. Per dirla con le parole di John Rawls l´italiano è ancora suddito e non è mai diventato veramente cittadino. È un sistema – analizza Quero – in cui nessuno intende pagare per le proprie responsabilità e dove vige non un “contratto sociale”, ma la legge del più forte. Lo Stato è fossilizzato in un sistema burocratico elefantiaco, che ha creato una distanza abissale tra Pubblica amministrazione e cittadino».

«In questo vortice il 30% delle cartelle esattoriali sono viziate da errori imputabili all´esattore e non vi è certezza nella soluzione delle controversie, che si risolvono in un processo lungo e costoso di mediazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Sembra solo storia – ironizza Quero -, ma se non teniamo a mente questo fattore difficilmente potremo uscire dal circolo vizioso. Il problema – conclude Quero – si può risolvere, però il Governo deve impegnarsi per un rinnovamento profondo del sistema prima che i sintomi che stiamo osservando si trasformino in un´epidemia generalizzata e incontrollabile. Visto che l´autorità dello Stato è indiscutibilmente superiore a quella del singolo cittadino, è allo Stato che spetta un primo passo in fatto di responsabilità. Si potrebbe così immaginare un rimborso da parte dello Stato per gli errori di accertamento commessi con le cosiddette cartelle pazze. Sarebbe un gesto importante per l´equità sociale »

 

Gazzettino del 4 gennaio 2012

PALAZZO NIEVO Il consigliere del Pd cerca di capire cosa sta succedendo nel rapporto cittadino-Stato
«Nè con Grillo, nè con Equitalia»
Quero: «Siamo fermi a un sistema ottocentesco, di stampo borbonico. Siamo ancora sudditi»

«Né con Grillo, né con Equitalia. Parlando di comprensione e di rispetto delle istituzioni non risolviamo il problema e si rischia di arrivare all’esasperazione sociale. La soluzione sta nella revisione di un sistema pieno di falle». Matteo Quero, consigliere provinciale del Pd, commenta così la vicenda che vede Equitalia vittima di minacce e attentati e le recenti dichiarazioni di Beppe Grillo sul tema.
«Qui si sta sbagliando il tiro», commenta Quero, «il problema ha radici assai più antiche e non è spartendo colpe e responsabilità che si risolverà il problema. All’origine del problema c’è un rapporto sbagliato tra Cittadino e Stato. Per quanto riguarda il sistema fiscale – sottolinea Quero – siamo rimasti fermi ad un sistema ottocentesco, di stampo borbonico, che non ha aiutato la trasformazione della società in chiave moderna. Per dirla con le parole di John Rawls l’italiano è ancora suddito e non è mai diventato veramente cittadino. È un sistema – analizza Quero – in cui nessuno intende pagare per le proprie responsabilità e dove vige non un “contratto sociale”, ma la legge del più forte». E continua: «Lo Stato è fossilizzato in un sistema burocratico elefantiaco, che ha creato una distanza abissale tra pubblica amministrazione e cittadino. In questo vortice il 30% delle cartelle esattoriali sono viziate da errori imputabili all’esattore e non vi è certezza nella soluzione delle controversie, che si risolvono in un processo lungo e costoso di mediazione tra cittadino e pubblica amministrazione. «Sembra solo storia – ironizza Quero – ma se non teniamo a mente questo fattore difficilmente potremo uscire dal circolo vizioso. Il problema – conclude Quero – si può risolvere, ma il Governo deve impegnarsi per un rinnovamento profondo del sistema prima che i sintomi che stiamo osservando si trasformino in un’epidemia generalizzata e incontrollabile. Visto che l’autorità dello Stato è indiscutibilmente superiore a quella del singolo cittadino, è allo Stato che spetta un primo passo in fatto di responsabilità. Si potrebbe così immaginare un rimborso da parte dello Stato per gli errori di accertamento commessi con le cosiddette “cartelle pazze”. Sarebbe un gesto importante verso quell’equità sociale sulla quale si fonda un più moderno rapporto Stato-Cittadino».

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Province, Monti è nel giusto Ma la Lega non lo capisce

2 Gennaio 2012

Questa la mia lettera sul tema “cancellazione province” pubblicata oggi sul Giornale di Vicenza a pagina 38.

 

 

“Seguo con vivo interesse gli sviluppi della previsione di cancellazione delle province contenuta nella manovra del Governo Monti. E quello che mi ha sinceramente sorpreso è stata la posizione assunta dalla Lega, in difesa della politica intesa come lottizzazione del potere, piuttosto che in nome dell´indipendenza del territorio e del suo governo.
L´Italia soffre di un endemico eccesso di politica rispetto alle istituzioni, che non ha risparmiato le Province.
Riprendendo quanto già scritto da Sabino Cassese e rilanciato da Giancarlo Corò sulle pagine di questo giornale, all´Italia servirebbe più Stato e meno politica. Rivolgo questa riflessione agli amici leghisti, per ricordare loro che un sano federalismo nasce da una forte percezione dello Stato inteso come amministrazione centrale e non come la pastoia dove si costruiscono gli accordi per una gestione approssimativa del territorio a distanza.
Si lamenta l´invadenza dello stato, il “troppo Stato”, quando forse è vero il contrario. Abbiamo avuto troppa politica, partitismo, lottizzazioni, corporativismo e poco Stato. La macchina pubblica è fragile e pesante; potremmo descriverla come un anziano sovrappeso che fatica a camminare.
Personalmente ritengo che la proposta di Monti, superficialmente definita “cancellazione delle Province”, sia monca, ma tracci un solco nella giusta direzione.
Il sistema di norme che ci regola è una selva che non possiamo sbrigliare con un colpo di spazzola. Si è scelto così di cancellare i soli organi elettivi conservando o rimodulando funzioni e competenze che saranno riassegnate dalle Regioni.
Non è il risparmio che questa misura genera sul bilancio dello Stato a farmi dire che la direzione intrapresa è quella giusta. Caso mai sono le ricadute che questa manovra “di modesto impatto economico” potrebbe avere sull’organizzazione complessiva degli enti locali. La gestione di enti e servizi da parte dei comuni ha moltiplicato all´infinito i livelli decisionali e allungato i tempi delle decisioni. Si impone quindi un ripensamento nella gestione della galassia di servizi integrati da parte dei Comuni.
La direzione è tracciata: ma sono numerose le questioni che potrebbero trovare soluzione insieme alla sparizione delle Province così come le conosciamo.
Un esempio su tutti è la questione IPT, l’imposta provinciale di trascrizione sugli autoveicoli, la cui aliquota è stata recentemente aumentata per effetto delle manovre estive di correzione del bilancio.
La situazione economica appare interessante affinché quest’imposta, oggi pagata alla Provincia, possa essere direttamente versata ai comuni. Questi, rimettendo i proventi dell’imposta a Vi.Abilità (che dovrebbe essere ceduta ai comuni), potrebbero far gestire direttamente la manutenzione delle strade ad una società di cui sono proprietari, così come accade con Acque Vicentine con il servizio idrico, in modo più marcatamente autonomo e meno politicizzato. Si tratta di cifra considerevoli, stimate, per il 2011 che si sta chiudendo in 16,5 milioni di euro, con una previsione al rialzo per l’anno prossimo, in cui l´importo potrebbe aggirarsi tra i 20 e i 22 milioni.
Si costituirebbe così un vantaggio amministrativo, un criterio d´imposta più marcatamente e genuinamente federalista che fino ad oggi si è poco perseguito, con il quale generare evidenti risparmi burocratici nella lenta macchina dei trasferimenti e delle assegnazioni dei fondi”.

 

Matteo Quero

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“NELLA MANOVRA C’E’ MOLTO DI BUONO” – Lettera al Giornale di Vicenza

7 Dicembre 2011

Questo è il mio commento alla manovra “salva Italia” messa in campo dal governo di Mario Monti, pubblicato oggi come lettera sul Giornale di Vicenza

Non c’è tutto, ma c’è molto di buono in questa manovra. Non saprei dire se sarà davvero un decreto “salva Italia”, ma ci sono alcune misure che erano davvero improrogabili per il mondo della piccola e media impresa. Sono misure che quasi certamente aiuteranno a rimettere in moto quel motore ingolfato che è il sistema del NordEst.

Il governo Monti ha messo in campo 3 misure che segnano un cambio di passo rispetto ai governi precedenti, allentando la morsa nei confronti delle imprese e rivelando così un’attenzione particolare al rapporto tra impresa e lavoro.

In primo luogo vi è la defiscalizzazione degli utili che restano in azienda e dei versamenti di denaro nel capitale aziendale, inseriti in un capitolo evocativo fin dal nome, “ACE, aiuti alla crescita economica”. Si interviene in questo modo a favorire le aziende che si finanziano con capitale proprio, per consolidare il capitale aziendale, rispetto a chi si finanzia attraverso il debito. In secondo luogo troviamo la possibilità concessa alle imprese di dedurre dall’Ires e dall’Irpef la quota di Irap «relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato». Qualcuno obietterà che bisognava abolire l’Irap per intero, ma la deducibilità dal reddito imponibile è un atto realistico di equità nei confronti di chi produce e da lavoro. Infine, con il rafforzamento del Fondo di garanzia per assicurare 20 miliardi di credito alle piccole e medie imprese, il Governo ha scelto di garantire alle aziende quell’accesso al credito che la crisi sta seriamente mettendo a rischio.

Resta in sospeso una questione cruciale nel rapporto di equità fiscale, da sempre equilibrio precario nel nostro paese, come il recepimento della direttiva UE sulla certezza dei tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Ma voglio pensare che si tratti solamente di una dilazione nel tempo, d’altro canto le misure contenute in questa manovra possono essere lette come il tentativo di creare l’humus su cui coltivare futuri interventi. Monti ha segnato la strada.

Ci sono azioni nella manovra che agevolano l’emersione del cosiddetto “nero” incidendo su comportamenti sbagliati eppure radicati nel sistema italiano. Il divieto di pagamenti in contanti per importi superiori a 1000 euro, l’obbligo di comunicazione delle movimentazioni finanziarie dei soggetti d’impresa da parte degli operatori finanziari, l’introduzione di un regime di premialità per i titolari di partita IVA, e ancora la detassazione degli utili già citata in termini di ripresa economica.

Per troppi anni si sono fatte false fatturazioni allo scopo di abbassare l’utile aziendale e ridurre così la tassazione.  Di fronte ad un problema antico e ben radicato, il Governo ha scelto un approccio realistico, fondato sulla logica del rigore e dei disincentivi, che traccia una rotta nuova verso un mare più europeo in cui far navigare il nostro sistema sociale e imprenditoriale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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LO SFRATTO DEL COMITATO GENITORI DELLE SCUOLE VICENTINE “INTERISTITUTI”

2 Dicembre 2011

Oggi ho depositato al protocollo della Provincia un’interrogazione rivolta all’Assessore Nereo Galvanin e al Presidente Attilio Schneck, per domandare le ragioni che hanno portato la Provincia a sfrattare dall’edificio attiguo all’istituto supriore A. Canova di Vicenza il comitato Interistituti, che raggurppa il coordinamento dei comitati genitori dei diversi istituti scolastici della provincia.

Si tratta di una decisione gestita in modo approssimativo, senza tenere in considerazione i dati oggettivi sullo stato degli istituti della Provincia né tanto meno il ruolo svolto fino ad oggi dal comitato.

 

INTERROGAZIONE SULLO SFRATTO DEL COMITATO INTERISTITUTI

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“MARTINI USA LE RISORSE UMANE DELLA PROVINCIA PER FINI PERSONALI. FATTO GRAVE. ”

28 Novembre 2011

Ho denunciato con queste parole l’iniziativa assunta dall’Assessore Morena Martini, che ha fatto diramare oggi all’Ufficio stampa della Provincia un comunicato di natura prettamente politica, con le congratulazioni al neo coordinatore di circolo del Pdl di Bassano del Grappa Fabio Mocellin.

 

“L’Assessore Martini? Usa le risorse umane della Provincia per fini personali. È un fatto grave. Probabilmente non è la prima volta, sicuramente è grave che accada. Che un esponente politico provinciale sfrutti le risorse dell’Ufficio stampa della Provincia per comunicazioni inerenti alla propria attività di partito è un fatto grave, è il segno di una confusione inaccettabile tra la sfera delle istituzioni e quella della politica. Lo staff di un ente come la Provincia è pagato con i soldi dei cittadini. È chiamato a servire i componenti della Giunta nell’esercizio delle loro attività istituzionali, non può essere usato per le comunicazioni di partito. Forse l’Assessore Martini è abituata a considerare le istituzioni come roba sua, ma farebbe meglio a cambiare idea. La sua è una condotta non solo malaccorta, ma anche politicamente discutibile e merita di essere sanzionata. Spero che il Presidente Schneck voglia dire qualcosa sul gesto di un Assessore della sua Giunta che discredita l’immagine dell’amministrazione agli occhi dei cittadini”.


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Primarie del centrosinistra e provinciali? Non sarà questa la mia sfida.

26 Novembre 2011

In questi giorni diversi amici mi hanno chiesto se sarò candidato alle prossime primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alle prossime elezioni provinciali. Ringrazio quanti mi hanno esortato a candidarmi, ma quella delle primarie per la Provincia non è e non sarà la mia battaglia. Credo da sempre che le primarie siano la migliore innovazione della politica introdotta dal Partito Democratico e mi sono battuto, anche in questi mesi, a favore di primarie aperte per la scelta del candidato che sfiderà Attilio Schneck. Ho anche considerato, alcuni mesi fa, la possibilità di una mia candidatura, ma alla fine ho deciso che non sarà su questo fronte il futuro del mio impegno politico: non mi candiderò alle primarie per il candidato Presidente e non mi ricandiderò come consigliere provinciale.
Sono consigliere provinciale da quasi quattro anni. In questo periodo mi sono battuto con tutte le mie energie per onorare al meglio l’impegno assunto con gli elettori. Tutela dell’ambiente, sicurezza e governo del territorio, integrazione degli stranieri, efficienza dell’amministrazione e della spesa dell’ente: sono alcuni dei temi a cui mi sono dedicato da consigliere. Ho sempre pensato che le competenze della Provincia meriterebbero una guida politica diversa e migliore della piatta ragioneria a cui ci ha abituati il centrodestra provinciale. Oggi però credo sia indispensabile una parola di verità: in pochi mesi il mondo intorno a noi è cambiato profondamente.
In una crisi dell’economia e dei conti pubblici sempre più acuta è già cambiato anche il futuro dell’ente Provincia. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha ribadito l’impegno ad una riforma che potrebbe condurre all’abolizione delle Province. In questo contesto, non credo che una battaglia per il cambiamento e il rinnovamento della politica possa passare dalla contesa per la guida di un ente a rischio estinzione, già lontano dalla testa e dal cuore degli elettori.
Sosterrò quindi il mio partito e il candidato Presidente che uscirà vincitore dalle prossime primarie ma il mio impegno politico seguirà, al termine del mio mandato di consigliere provinciale, una strada diversa. Quella che non cambierà sarà la bussola che mi ha sempre guidato: la difesa dei più deboli e la battaglia per una società aperta, per fare della nostra una comunità da cui nessuno sia escluso.

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DOMANDA D’ATTUALITA’ SUL CANTIERE DI AGUGLIARO DELL’AUTOSTRADA SERENISSIMA

23 Novembre 2011

Questa è la domanda d’attualità che ieri ho depositato in Provincia relativa allo sblocco del cantiere Agugliaro lungo il tracciato dell’autostrada Valdastico Sud.

DOMANDA DI ATTUALITA’ – VALDASTICO SUD

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QUOTA AUTOSTRADA SERENISSIMA: “DOVE STA L’INTERESSE DELLA PROVINCIA?”

15 Novembre 2011


Questa è la mia riflessione dopo l’annuncio da parte dei Comuni di Padova e Vicenza e della Provincia di Padova di cessione delle proprie quote di competenza nell’azionariato di Autostrada Serenissima SPA che saranno rilevate dal fondo di investimento F2I del manager Vito Gamberale.

“Forse è giunto il momento per la Provincia di Vicenza di ripensare il significato della propria partecipazione dentro l’assetto di Autostrada Senerissima SPA. Dopo la conferma delle cessioni di quote da parte di Comune di Vicenza, Comune e Provincia di Padova, parliamo di una società che è sempre più privata”.

“Quando la Provincia di Vicenza è entrata nell’azionariato dell’Autostrada  la logica dell’investimento appariva comprensibile e condivisibile. Ma dobbiamo prendere atto che la situazione è profondamente cambiata”.

“Nel dicembre scorso ANAS ha richiesto a Serenissima un aumento di capitale equivalente a 150 milioni, da compiersi in tre tranche, per dare un sostegno agli investimenti e riportare un po’ di equilibrio finanziario che appariva necessario per riaprire le linee di credito allo scopo di ultimare l’interminabile cantiere della Valdastico Sud. Proprio su questa richiesta  si è scatenato il maremoto dentro a Serenissima SPA. In Sequenza Milano,Brescia, oggi Padova e il Comune di Vicenza, hanno deciso che le loro priorità erano altre rispetto all’esborso di qualche milione di euro per “rifinanziare” l’autostrada. Oggi la Provincia di Vicenza si dice invece pronta a sottoscrivere un aumento di capitale di 12,5 milioni di euro, tra i pochi enti pubblici rimasti  insieme ai soci privati. Il Presidente Schneck a più riprese ha affermato l’assoluta necessità di quest’azione per la Provincia e il nostro territorio, lasciando intendere gli enormi vantaggi che potremo trarne. Ma dobbiamo pensare che nel 2005 l’allora presidente della Provincia Dal Lago aveva acceso un mutuo, che stiamo ancora pagando, di oltre 35 milioni per acquisire una quota ulteriore di azionariato equivalente al 3,62%  di Serenissima SPA. Mi domando se davvero stiamo valutando correttamente le priorità in un momento storico così difficile. Sottoscrivere l’aumento di capitale  equivarrebbe a vincolare risorse complessive per quasi 100 milioni di euro, una cifra enorme nella situazione attuale”.

“Mi chiedo se non sarebbe più utile immaginare l’impiego diretto di quelle risorse per le esigenze della rete viabilistica provinciale, che da anni non ha un piano per le asfaltature e le cui conseguenze sono sotto gli occhi tutti, basti pensare alle strade piene di buche. Se l’importanza è quella di rimanere nel CdA  per poter controllare gli sviluppi sul territorio, forse è sufficiente una quota assai meno consistente di azionariato. Si liberebbero così risorse necessarie come il pane per la gestione degli oltre 1300 km di strade provinciali, per le scuole materne dove gli insegnanti aspettano ancora i 100 mila euro necessari al sostegno dei bambini disabili, per FTV e per il trasporto pubblico locale, per le scuole superiori e tutte quelle situazioni che interessano i vicentini certamente molto più dell’autostrada ”.

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