Monsignor Marchetto si è dimesso. Nelle sue parole il senso di “Nessuno escluso”
1 Settembre 2010
Monsignor Marchetto si è dimesso dalla Presidenza del Consiglio dei migranti? Non so se, come affermano alcuni, le sue prese di posizione contro i provvedimenti dei Governi italiano e francese in materia di immigrazione spieghino la rapidità con cui il Pontefice ha accolto la sua richiesta di dimissioni. Certamente, però, dico che i pensieri di questo uomo di Chiesa, nato e cresciuto nel vicentino, sono stati tra i più giusti e condivisibili tra quelli pronunciati a proposito di immigrazione. Io li riassumo in due parole, “Nessuno Escluso”, che rappresentano il principio irrinunciabile di qualsiasi società aperta. Oggi questo principio è minacciato dall’integralismo di chi rifiuta la solidarietà verso il diverso e il bisognoso. Oggi anche le parole di un uomo di Chiesa possono essere radicalmente controcorrente. Monsignor Marchetto merita la nostra gratitudine per il suo coerente coraggio.
Il futuro degli stranieri. E quello della nostra terra
16 Agosto 2010
Sul progetto di Statuto della Regione Veneto proposto da Lega Nord e Pdl si è avviata in questi giorni una discussione ampia. Il dibattito pubblico è sempre un fatto positivo e lo è a maggior ragione se si discute di un documento, come lo Statuto, che riassume in qualche modo l’identità di una Regione e la sua missione per il futuro.
L’idea di una regione che riserva privilegi particolari a chi, non italiano, risiede in Italia da almeno 15 anni, è un elemento centrale di questo progetto. È un’idea per certi versi paradossale. Perché a parole si prescrive un purgatorio di 15 anni a chi è straniero. Ma in realtà un immigrato può richiedere la cittadinanza già dopo dieci anni di residenza.
Il Veneto è una delle aree economiche più avanzate a livello globale. La nostra economia e le nostre aziende già si confrontano con quelle dei territori più competitivi dell’Europa, dell’Asia, del Nord e del Sud America. La globalizzazione è questo: prima di tutto un fatto, che può piacere o no, magari, ma che non si può negare. Un altro dato di fatto è che, nel mercato mondiale, vince chi sa attrarre le migliori energie da tutto il mondo. Energie finanziarie, patrimoni di conoscenze e know how, ma anche capitale umano.
La competizione con le altre aree economiche del mondo non è una sciagura. È una sfida che può essere vinta. Isolamento e chiusura, però, non sono una soluzione. Il Veneto deve scegliere che futuro vuole. Può diventare un fortino assediato e impaurito, vivendo finché può sulla rendita del benessere accumulato sino ad oggi. Oppure può diventare un magnete potente, capace di attrarre capitali, teste e braccia dal resto del mondo.
Certo, in tempi di crisi economica, è chiaro che la capacità del Veneto di assorbire nuovi flussi di immigrati non è più quella di cinque o dieci anni fa. È vero però anche che se una politica di immigrazione “scelta” poteva e doveva essere sviluppata, certo non è servita a farlo la retorica leghista per cui ogni straniero è un possibile criminale. Quando si pensa di poter fare a meno dell’immigrazione, si rinuncia a governarla. Col risultato che l’immigrazione resta. E i problemi che essa crea pure.
Sono problemi complessi, rispetto ai quali il buonismo sugli immigrati non è una scorciatoia praticabile. Ma servono scelte diverse da quelle proposte da Zaia. Rispettare le leggi, lavorare in regola, pagare le tasse: sono questi i passi verso la vera integrazione. Doveri da far rispettare e diritti da riconoscere. Garantendo un equilibrio tra queste due dimensioni.
Il purgatorio di 15 anni è la traduzione di una promessa elettorale di Zaia, che configura un’idea precisa di società. Ma è un’idea pericolosa e sbagliata. Non tanto per il futuro degli stranieri, ma soprattutto per quello della nostra terra.
Copia e incolla nel libro sul Muro di Berlino – Ammessa la verità che abbiamo denunciato un anno fa
8 Agosto 2010
A quasi un anno di distanza, gli “autori” del libro pubblicato a spese della Regione Veneto per celebrare l’anniversario della caduta del Muro di Berlino, ammettono la verità che avevo denunciato. I contenuti del libro erano il frutto di un copia e incolla. Per la violazione delle norme sul copyright, gli “autori” hanno dovuto pagare un’ammenda di 5 mila euro. A tacere, dopo aver all’epoca difeso l’operazione e negato le denunce sul copia e incolla, è ovviamente l’Assessore Regionale Elena Donazzan.
Resta un fatto. Prima o poi, la verità viene sempre a galla. Meglio tardi che mai!
Leggi qui l’articolo pubblicato dal Giornale di Vicenza.
La Lega rispetti le istituzioni. E impari a farle funzionare.
24 Giugno 2010
“La Lega rispetti le istituzioni e, soprattutto, impari a farle funzionare”. Il consigliere provinciale Matteo Quero e il consigliere regionale Stefano Fracasso ritornano in una nota congiunta sul botta e risposta tra Lega e Pdl andato in scena in Provincia a Vicenza.
“Che la Lega sia allergica al confronto – afferma Quero – è chiaro da tempo. Altrimenti non reagirebbe alle critiche come ad un reato di “Lega maestà”. Ma l’arroganza leghista si contraddice da sola. Più la Lega mostra il muso duro, più le minacce si dimostrano una burla. E ogni volta che un leghista alza la voce, c’è sempre un capo pronto a zittirlo, per riportare tutto alla normalità. Lo scontro tra la Lega e il neo Assessore del Pdl Forte è una commedia surreale. E il titolo è chiaro: tanto rumore per nulla”.
Aggiunge Fracasso: “È difficile persino seguire il filo di questa contorta sceneggiata. Peccato però che lo scopo delle istituzioni verso i cittadini sia quello di offrire soluzioni ai problemi, anziché spettacoli di dubbio gusto. E invece, mentre il centrodestra si perde in bisticci infantili, l’attività dell’ente provinciale è paralizzata, proprio quando – e lo dico pensando alle aspettative dei cittadini sulla questione Pedemontana – in gioco ci sono decisioni importanti per il futuro delle comunità locali e del territorio provinciale”.
Festa dell’accoglienza – Un successo l’iniziativa organizzata da Nessuno escluso
21 Giugno 2010
E’ stata un grande successo la “Festa dell’accoglienza”, l’iniziativa promossa dal conte Giannino Marzotto nella sua Villa Colombara a Trissino. E’ stata un successo che premia gli sforzi sostenuti in questi mesi dal circolo Nessuno Escluso. E che rende onore ai principi di tolleranza e accoglienza ricordati ai suoi ospiti dal conte Marzotto: principi che contraddistinguono da sempre il popolo veneto. E che devono guidarci anche in futuro, se vogliamo vincere la sfida dell’integrazione.
Vai al sito del circolo Nessuno escluso: www.nessunoescluso.wordpress.com
Leggi l’articolo del Il Giornale di Vicenza
Leggi l’articolo del Corriere della Sera
Province col metodo Schneck? Meglio abolirle
16 Giugno 2010
Le Province? Se lavorassero tutte col metodo Schneck sarebbero davvero da abolire. Vorrei tornare sulla situazione che si è venuta a determinare in Consiglio Provinciale di Vicenza, con un voto sulle osservazioni relative al percorso della Pedemontana giunto fuori tempo massimo, quando il Commissario Vernizzi ha già iniziato a presentare un progetto “definitivo” ai Sindaci dei Comuni interessati.
Il compito della politica, secondo me, è agire con concretezza nell’interesse del popolo e del territorio che rappresenta. Ma cosa se ne fanno i cittadini di una politica che discute cosa scegliere quando i dibattiti sono già stati sospesi e le decisioni sono già state prese? Quello offerto dalla giunta Schneck è un esempio penoso di inconcludenza, tanto più grave in tempi in cui tutti, famiglie e imprese, reclamano rapidità di scelte e decisioni.
In un’impresa un amministratore delegato che chiude il recinto quando i buoi sono già scappati verrebbe immediatamente sostituito. Il Consiglio provinciale di Vicenza, invece, continua a subire una manfrina tanto insopportabile quanto surreale. E il caso della Pedemontana non è nemmeno il primo. La Provincia doveva pronunciarsi sulla questione Cis? Beh, la giunta Schneck non ha trovato nulla di meglio che aspettare, aspettare e ancora aspettare. Almeno fino a quando il Comune di Montebello non ha ricevuto l’approvazione sul Pati dalla Regione Veneto. Ed ecco che così su una vicenda decisiva per il territorio, la Provincia ha lasciato che fossero altri a decidere. Credo che il compito di una Provincia sia un altro: tracciare una prospettiva per il futuro del territorio. Ma per farlo serve la concretezza del governo, non l’inconcludenza di un Ponzio Pilato che, per giunta, arriva sempre in ritardo.
Festa dell’accoglienza – A Trissino la cena ospitata da Giannino Marzotto
15 Giugno 2010
Cinquecento invitati da 50 diversi Paesi seduti ad un’unica tavola: quella dell’accoglienza. Si terrà sabato 19 giugno nella suggestiva cornice della villa “La Colombara” a Trissino (Vicenza) la “Festa dell’accoglienza”, una cena in onore agli immigrati organizzata dal conte Giannino Marzotto, in collaborazione con il circolo Nessuno Escluso. Durante la serata, che si aprirà alle 18.30, sarà servito un menu multietnico con fritti misti, formaggi magri, cus-cus d’agnello, pilaff kurry gamberi, polenta e tocio, frutta e gelati. Spazio poi alla musica con gli Hotel Rif che proporranno sonorità da tutto il mondo: dal Brasile al Medio Oriente, passando per l’Argentina e l’Est Europa.
“Sono un cittadino rispettoso di chi lavora onestamente e sono pronto e felice di poter offrire la cordiale ospitalità veneta. Come sempre hanno fatto i miei avi – sottolinea il conte Giannino Marzotto nell’invito ai suoi ospiti – Questa festa nasce da questa volontà, e dalla convinzione che dobbiamo vivere il meglio, senza perdere il bene”.
L’ideazione e l’organizzazione della Festa dell’Accoglienza nascono, assieme all’ospitalità del conte Giannino Marzotto, grazie alla collaborazione con Matteo Quero e il circolo Nessuno Escluso, che già in passato aveva dedicato attività e incontri al tema dell’accoglienza e dell’integrazione. “L’accoglienza è un valore che da troppe parti viene dimenticato e bistrattato, messo in disparte con lo spauracchio dell’insicurezza – spiega Matteo Quero – E’ invece un valore che dobbiamo riscoprire e trasmettere perchè è parte del nostro dna, delle nostre tradizioni e della nostra storia. Questa festa vuole essere un’occasione per dimostrarlo”.
La nomina di PD: “Ampelia Berto in Commissione Bilancio? Centrodestra emulo della partitocrazia”
28 Maggio 2010
“La nomina di Ampelia Berto? Il centrodestra provinciale emula la peggior partitocrazia”. Il gruppo consiliare del Partito Democratico commenta negativamente la nomina di Ampelia Berto (Lega Nord) alla guida della II Commissione (Bilancio).
“Non abbiamo nulla contro la persona e anzi è positiva la nomina di una donna. Ma c’è una questione più generale. Per l’ennesima volta – notano i consiglieri del Pd – il centrodestra ha perso un’occasione. Ragioni elementari di equilibrio elementari consigliano di condividere con la minoranza funzioni di controllo istituzionale e amministrativo. È quello che avviene in tanti casi dove il centrosinistra è al governo, basti guardare al Comune di Vicenza o a quello di Schio, dove la minoranza guida almeno una delle Commissioni consiliari. In Provincia, invece, il centrodestra si ostina a trattare le istituzioni come cosa propria. Ha rifiutato di dare alla minoranza la presidenza del Consiglio, ha negato per due volte in poche settimane la guida di una delle Commissioni, ha rifiutato persino, in passato, di affidare all’opposizione uno dei revisori dei conti. In questa corsa all’accaparramento delle poltrone, c’è tutto il segno di una diabolica cocciutaggine”.
“Una volta – concludono i consiglieri del Pd - erano gli stalinisti che sognavano la conquista delle istituzioni, viste come un campo da occupare. Poi è stata la stagione della partitocrazia. Oggi, evidentemente, tocca ai padani in camicia verde raccogliere il poco nobile testimone di questa odiosa “politica”. Ma le istituzioni non appartengono a chi vince le elezioni. Sono un patrimonio di tutti i cittadini. Ed è un peccato che il centrodestra, alle prese con le sue quotidiane faide interne, se lo sia dimenticato così in fretta”.
Le domande di Franzina? Chi è causa del suo mal pianga se stesso
28 Maggio 2010
Il consigliere Franzina si interroga su trasversalismi inesistenti, ma quello su cui dovrebbe riflettere, piuttosto, è la divisione sempre più netta e chiara tra la Lega e il Pdl e all’interno dello stesso Pdl.
Nella richiesta di dibattito relativa al voto sul Ptcp provinciale presentata dal consigliere comunale di Vicenza Maurizio Franzina, c’è una collezione imbarazzante di fatti immaginari e concretissime omissioni. Franzina afferma che Pietro Maria Collareda avrebbe parlato di un “accordo segreto” tra il Sindaco di Vicenza Achille Variati e l’Assessore provinciale Galvanin. E questa circostanza è semplicemente falsa. Il capogruppo del Partito Democratico ha dichiarato che Galvanin avrebbe sperato in un voto favorevole della minoranza al Ptcp, voto che invece non c’è stato.
Franzina insinua con tono tutto sospettoso che l’approvazione dell’emendamento da me proposto e la bocciatura di quello proposto da Arrigo Abalti sia il frutto di una machiavellica strategia politica. Ma questo sospetto è, semplicemente, ridicolo. Il Consiglio provinciale ha votato in modo palese. E anche i sassi sanno che a bocciare l’emendamento di Abalti, sostenuto dal Partito Democratico in modo compatto, è stato il voto della Lega e della maggior parte dei consiglieri del Pdl. Che dire quindi? Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Senza scomodare fantasiosi scenari da realpolitik de noartri, Franzina dovrebbe più onestamente ammettere che l’unificazione del Pdl, in città come in Provincia, è una finzione, un caos difficile persino da seguire e raccontare, un progetto politico incagliatosi sugli scogli dei personalismi in cui si consuma la vita di un partito che, forse, ha più prime donne che idee da mettere in campo.
È sorprendente come il fu Assessore all’Urbanistica Franzina finga di non conoscere alcune verità basilari. In Consiglio Provinciale non si è combattuta una sfida pro o contro la grande distribuzione. Il caso del Cis e la situazione del capoluogo sono due vicende ben diverse. Per la città di Vicenza valgono addirittura norme particolari, tanto che, se anche fosse stato approvato, l’emendamento Abalti non avrebbe avuto impatto sul capoluogo. Quanto all’emendamento da me proposto e approvato dal Consiglio Provinciale, Franzina sa bene che nel caso del Capoluogo è stato previsto di vincolare all’interesse pubblico l’autorizzazione di nuove superfici, condizione che la Provincia e la Regione guidate dal centrodestra non ritengono di dover esigere quando si tratta di autorizzare l’esplosione delle superfici destinate alla grande distribuzione.
Acqua: in Provincia fatto un passo avanti, adesso ne servono altri
25 Maggio 2010
“Sulla tutela dell’acqua compiuto un passo avanti strategico. Ora l’impegno continui”. Matteo Quero, consigliere provinciale del Partito Democratico, e promotore dell’ordine del giorno sulla bonifica delle discariche e dei siti degradati che minacciano la falda acquifera, approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale nella seduta dedicata al Ptcp, torna sul significato del voto e rilancia con un appello.
“Con il voto sui due ordini del giorno presentati dal Pd e approvati all’unanimità da tutte le forze politiche – nota Quero – non è stata solamente data un’indicazione precisa per alcuni siti della nostra provincia. È stato fatto qualcosa di più. È stato fissato uno standard, un criterio, che varrà per il futuro. Si è ribadito che l’acqua è un patrimonio della collettività e che la tutela della falda è una scelta senza alternative. Questo voto è appare ancora più importante se si considera come la tutela dell’acqua, il risparmio del suo consumo e la garanzia della sua qualità, siano ormai diventate una priorità a livello europeo. Quando in gioco c’è il futuro di un bene così prezioso, le divisioni di schieramento sono fuori luogo”.
“L’auspicio – prosegue il consigliere del Pd – è che a questo primo passo ne seguano altri. In primo luogo, auspico che il Consiglio approvi al più presto l’ordine del giorno presentato dal collega Ugo Retis, in cui si chiede di impegnare la Provincia a tutelare l’acqua come patrimonio dell’umanità e l’accesso al servizio idrico come un diritto umano fondamentale. E poi c’è un quadro più generale da tener presente. Oggi i gestori della rete idrica e le autorità d’ambito sono appesi alle incognite di un quadro legislativo incerto. Ad essere penalizzata è la loro capacità di azione, a partire soprattutto da quegli investimenti che sono essenziali per garantire elevati standard qualitativi e costi competitivi. Contro l’attuale incertezza dovrebbero allearsi tutti gli attori in gioco: comunità locali, Comuni, Provincie, Autorità d’ambito, gestori. L’acqua è un patrimonio di tutti. Che va difeso per il presente, ma anche per il futuro delle nostre comunità”.
Gli ordini del giorno approvati dal Consiglio Provinciale
L’ordine del giorno proposto da Ugo Retis


